P. Simone Gamberoni, O. Carm.
Era bello passeggiare e sentire il grido delle rondini che, al calore estivo, rincorrevano gli insetti in cielo, o magari passeggiare dopo un temporale estivo e vedere i grandi ramarri sornioni alla ricerca di qualche raggio di sole, mentre rane e rospi saltavano nella campagna ridente… e poi, la sera, uscire al chiarore generato da migliaia di lucciole… Sembrano storie di altri tempi! Eppure si tratta semplicemente di quando ero giovane e pascolavo le pecore sulle colline intorno a Firenze.
Il mondo sta cambiando e forse, non sempre ce ne rendiamo conto.
Per favorire un processo di coscientizzazione e sensibilizzazione sul tema ecologico, è stata realizzata un’esposizione dal titolo: “Cinque o sei grandi estinzioni di massa? Il futuro è oggi!”. L’esposizione, realizzata all’interno della Casa di Accoglienza, adiacente al Santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco (BS), ha la finalità di consentire alle persone e, soprattutto ai giovani studenti, di riflettere sull’importanza della conservazione della Creazione, offrendo un semplice spunto di riflessione alla luce della scienza in merito ai cambiamenti climatici e alle conseguenze sulla Creazione stessa. È una semplice goccia in un vasto oceano che richiederebbe molta più attenzione.
Il mondo è, in fondo, un sistema chiuso a risorse limitate e ogni essere umano, a prescindere dal proprio credo religioso, politico o filosofico, dovrebbe porsi la questione del futuro del mondo in modo forse un po’ più oculato. La paleontologia ci ricorda che dopo ogni estinzione di massa, la vita, nel corso dei milioni di anni si è ripresa, ma quante specie sono scomparse… Per fare un semplice esempio l'estinzione di massa del Permiano – Triassico (circa 252 milioni di anni fa), che è la più grande catastrofe biologica mai avvenuta sulla Terra, ha visto la scomparsa tra il 90% e il 96% delle specie marine, circa il 70-75% dei vertebrati terrestri e circa il 30% degli ordini di insetti. Così scomparvero circa il 57% di tutte le famiglie di organismi viventi allora esistenti e circa l’83% dei generi. Per ristabilire ecosistemi completi e complessi ci sono voluti circa 10 milioni di anni.
Dopo la sesta estinzione di massa la vita si riprenderà sempre, ma ci saranno degli uomini capaci di raccontarla ad altri uomini? Dopo le Ere Geologiche che hanno segnato la storia della terra e della vita in essa, oggi molti parlano di Antropocene, come proposta di nuova epoca geologica in cui l'attività umana ha un impatto così profondo da modificare gli equilibri climatici, ambientali e geologici della Terra. Il termine unisce le parole greche ànthrōpos (essere umano) e kainos (recente) ed è stato coniato agli inizi degli anni '80 dal biologo Eugene Stoermer e reso celebre nel 2000 dal premio Nobel per la chimica Paul Crutzen; esso suggerisce il superamento della precedente epoca geologica, l'Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa.
L’esposizione è stata inaugurata in data 15 ottobre 2025 da sua Eccellenza Mons. Domenico Pompili, vescovo della Diocesi di Verona, dopo circa due anni dall’inizio della raccolta di materiale, permessi e contatti con professionisti in ambito scientifico. Alla tavola rotonda che ha accompagnato l’inaugurazione hanno partecipato i sig. Relatori dott. Diego Sala, paleontologo di Trento, dott. Davide Grigoletto, docente di Scienze Naturali e dott. Gianmaria Pisani, veterinario di fauna selvatica. La tavola rotonda è stata introdotta da p. Simone Gamberoni, religioso Carmelitano e ideatore dell’iniziativa, presieduta da Sua eccellenza Mons. Domenico Pompili, alla presenza di più di sessanta studenti del plesso scolastico della Valtenesi e di molte altre persone, tra cui autorità religiose, civili e militari.
Come da progetto, l’esposizione si avvale di materiale originale e di calchi, allocati in apposite vetrine museali, accompagnate da pannelli esplicativi curati da tre Paleontologi dell’università di Padova (dott. Luca Giusberti, dott.ssa Mariagabriella Fornasiero e dott.ssa Eliana Fornaciari), con l’apporto di un Paleoantropologo (dott. Luca Pagani) ed un Climatologo (dott. Paolo Tarolli) sempre dell’Università di Padova, oltre che da un Archeologo (dott. Paolo Biagi) dell’Università di Venezia. L’esposizione offre anche un percorso didattico, curato da un paleontologo di Trento (dott. Diego Sala) e un professore di scienze naturali (dott. Davide Grigoletto). Nella sala è presente anche l’apporto multimediale, che offre una spiegazione dettagliata sia dei reperti presenti, sia dei 14 calchi di crani di ominidi, sia delle cinque grandi estinzioni di massa, sia di alcune delle principali specie animali estinte per opera dell’uomo, oltre che un diorama che ricrea in modo volutamente falsato un’ambientazione alla “Jurassic Park”. Come ultimo elemento sono state allestite sette piccole vetrine che presentano minerali suddivisi secondo i criteri di Nickel – Strunz, che ci rimandano al primordiale ordine e armonia che Dio ha inscritto perfino “nelle pietre”. L’esposizione è stata curata del dott. Paolo Ferretti, Geologo del Muse di Trento. La sezione di mineralogia prevede anche l’ausilio di microscopi digitali per l’osservazione ingrandita della perfezione delle macro strutture cristalline. Sono presenti anche altri elementi didattici per favorire laboratori e giochi per gli studenti.
Nel chiostro, come introduzione all’esposizione, sono stati messi dei pannelli con preghiere, riflessioni e testi estratti dalle tre grandi religioni monoteiste, dal magistero della chiesa, dalla letteratura antica e moderna.
Recentemente si è aperta anche la collaborazione con la Scuola Parificata Medi di Salò (BS) nella persona della sig.ra Elena Cancellerini, per ampliare l’offerta didattica sia con l’inserimento di studenti nel piano Scuola – Lavoro, che accompagneranno i vari gruppi di visitatori presso l’esposizione, sia per lo studio di percorsi didattici differenziati per le varie fasce di età degli studenti, dalle Scuole Medie alle Superiori. Sono già stati avviati contatti con l’Ufficio Scolastico Regionale e con una Consigliera Regionale, la sig.ra Claudia Carzeri, per coinvolgere sia le strutture scolastiche che le Amministrazioni Comunali della Lombardia.
L’uomo si è posto nel suo ambiente non sempre nel rispetto di esso, ma gli strumenti che oggi abbiamo hanno un potenziale distruttivo che nessuna epoca ha mai conosciuto da quando il piede umano o umanoide calpesta il suolo terrestre!
“Qual proporzione ha da uno a mille? E pure è proverbio vulgato, che un solo uomo vaglia per mille, dove mille non vagliano per uno solo. Tal differenza dipende dalle abilità diverse degl’intelletti…”.
Con questa citazione tratta dal Dialogo di Galileo Galilei sopra i due Massimi Sistemi del Mondo, vogliamo ricordare che chiunque sia disposto a impegnarsi per la conoscenza e la collaborazione può contribuire a migliorare le sorti del nostro pianeta.
Se vuoi saperne di più:
La mostra è presso: Casa per Ferie Il Carmine, via Carmine 11A San Felice del Benaco (BS).
La Casa per Ferie è affiancata al Santuario del Carmine.
Telefono: +393400547915
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